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    <title>Forem: Michele Carino</title>
    <description>The latest articles on Forem by Michele Carino (@zio-mitch).</description>
    <link>https://forem.com/zio-mitch</link>
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      <title>Forem: Michele Carino</title>
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    <language>en</language>
    <item>
      <title>Ricomincio da COBOL</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Sun, 22 Feb 2026 10:35:02 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/ricomincio-da-cobol-2ice</link>
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      <description>&lt;p&gt;La tecnologia progredisce velocemente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Talmente veloce che per chi ha intrapreso la carriera ingegneristica è difficile fare della propria competenza un &lt;strong&gt;asset duraturo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I linguaggi e gli strumenti di riferimento cambiano con una velocità assurda al punto che si rischia di restare fuori dai giochi o peggio investire energie sul cavallo sbagliato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ecosistemi &lt;em&gt;stabili e duraturi&lt;/em&gt; da imparare a padroneggiare e che permettono di restare a galla ce ne sono &lt;strong&gt;pochi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Di per sé la cosa non è un male, ma è intrinseco dell'essere umano cercare la stabilità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Impropriamente si parla di &lt;em&gt;resistenza al cambiamento&lt;/em&gt;, ma date le circostanze probabilmente la resistenza è verso una modalità di adozione delle tecnologie che non concede il tempo di padroneggiarle veramente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo desiderio ha radice umana profonda anche se da un punto di vista architetturale può sembrare controproducente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'ingresso nei giochi dell'&lt;em&gt;intelligenza artificiale&lt;/em&gt; poi ha esasperato ancora di più questa sensazione, ormai in una sessione di &lt;em&gt;vibe coding&lt;/em&gt; siamo in grado di generare e mettere in produzione complessi funzionali che prima chiedevano settimane nel giro di qualche ora.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Viene a mancare l'essenza dell'attività immersiva tipica di questo lavoro che ha sempre richiesto profonda attenzione e consapevolezza, portando come contropartita alla perdita del piacere stesso nello svolgerlo, specie per chi l'ha scelto come passione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non ci si può alienare totalmente dal progresso, ma al tempo stesso neanche affidarcisi completamente stravolgendo le proprie abitudini.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per tale motivo ho scelto di inziare a studiare il &lt;strong&gt;COBOL&lt;/strong&gt;, quel linguaggio che già 20 anni fa quando ero all'università mi veniva descritto come un dinosauro di altre ere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Avrei potuto buttarmi sul frontend e studiare il prossimo framework js che diventerà mainstream o prendermi una certificazione di un cloud provider, ma mi sono reso conto dell'effimerità di certe transizioni tecnologiche, mentre invece di programmi COBOL ne è pieno il mondo, dalle P.A. ai sistemi bancari.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fra le altre cose possiede una gestione delle operazioni con i decimali che a livello di performance generale e precisione sembra non sia stata ancora eguagliata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il paragone professionale che più mi sembra corretto è quello dell'&lt;strong&gt;archeologo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Bando alle ciance dunque, probabilmente scriverò ancora di questo mio progetto di studio su queste pagine virtuali.&lt;/p&gt;

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      <category>cobol</category>
      <category>retrocomputing</category>
      <category>knowledge</category>
      <category>study</category>
    </item>
    <item>
      <title>Human dignity bug: chronicles of an inherited delusion</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Tue, 30 Dec 2025 20:43:50 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/human-dignity-bug-chronicles-of-an-inherited-delusion-5dao</link>
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      <description>&lt;h2&gt;
  
  
  A reflection on culture, loss, and the broken promise of meritocracy.
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;I am an IT professional with twenty years of experience, a man raised in a home where books were so numerous they acted as insulation between the rooms. My mother was a professor of mathematics, my father an electrical engineer.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Those books were the symbol of our promise: the idea that culture would elevate us, emancipate us, and guarantee us the respect of the world. I built my identity upon this pillar, convinced that logic and study were my passport to freedom.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Instead, for twenty years, I have witnessed the failure of that pact. I have watched "daddy’s boys" build enterprises without the slightest rational capability, occupying spaces by mere birthright while I, despite my expertise, had to struggle every single day just to make ends meet.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I watched my family nucleus shatter and my mother fade away, betrayed by frontotemporal dementia and abandoned by a State that preferred to devour her pension to pay for a nursing home rather than honoring her life. In these past months—she passed away recently—I had to throw away her books, weeping over every volume that ended up in a trash bag, feeling as though I were disposing of the remains of an illusion.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fg4lwjlztpc22w2xlt0xz.jpeg" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fg4lwjlztpc22w2xlt0xz.jpeg" alt=" " width="800" height="1066"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
But today, I walked into a library.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;And unexpectedly, among those shelves, I felt at home again. I became a child once more, enveloped by that scent of paper that once protected me. Working from there, surrounded by that ancient silence, the noise of the outside world finally went quiet. For the first time in a long while, I rediscovered the serenity of creating and designing for the pure sake of doing it. Without asking why, without the weight of injustice, without the shadow of the privileged trampling over me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In my gut, my parents' rage still lingers, but today, among these books, I took my code back into my own hands. I stopped looking for logic in the system's betrayal and started building again, simply because it is who I am. Beyond the rubble, beyond the abandonment, my mind is still my home.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I wish I could cry all the tears of seeing us like this—where we never expected to be despite everything—yet I know that the only solution is surrender, acceptance, a quiet looking-away to avoid self-inflicted pain.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;And I wonder: is a truly evolved family one that spurs its children to make money and achieve economic success, or one that wants them to be scholars and heralds of human progress, placing the "having" in the shadow of the "being"?&lt;/p&gt;

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      <category>career</category>
      <category>discuss</category>
      <category>mentalhealth</category>
    </item>
    <item>
      <title>Il Bug della Dignità: Cronaca di un’illusione ereditaria</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Tue, 30 Dec 2025 20:30:52 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/il-bug-della-dignita-cronaca-di-unillusione-ereditaria-54fd</link>
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      <description>&lt;h2&gt;
  
  
  Una riflessione sulla cultura, la perdita e la promessa infranta della meritocrazia.
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Sono un informatico con vent’anni di esperienza, un uomo cresciuto in una casa dove i libri erano così tanti da fare da isolante tra le camere. &lt;br&gt;
Mamma professoressa di matematica, papà ingegnere elettrotecnico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I libri erano il simbolo della nostra promessa: l’idea che la cultura ci avrebbe portato in alto, ci avrebbe emancipato e ci avrebbe garantito il rispetto del mondo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho costruito la mia identità su questo pilastro, convinto che la logica e lo studio fossero il mio passaporto per la libertà.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Invece, per vent'anni anni, ho assistito al fallimento di quel patto. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho visto 'figli di papà' fare impresa senza la minima capacità razionale, occupando spazi per puro diritto di nascita mentre io, nonostante le competenze, dovevo lottare ogni giorno per sbarcare il lunario. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho visto il mio nucleo familiare frantumarsi e mia madre spegnersi, tradita da una demenza fronto-temporale e abbandonata da uno Stato che ha preferito divorare la sua pensione per la retta di una casa di cura piuttosto che onorare la sua vita. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In questi mesi, è scomparsa da poco, ho dovuto buttare i suoi libri, piangendo su ogni volume che finiva nel sacco, sentendo che stavo smaltendo i resti di un’illusione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fjqlq239bn1zlmtw50fns.jpeg" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fjqlq239bn1zlmtw50fns.jpeg" alt=" " width="800" height="1066"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
Oggi, però, sono entrato in una biblioteca.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E inaspettatamente, tra quegli scaffali, mi sono sentito di nuovo a casa. Sono tornato bambino, avvolto da quell'odore di carta che un tempo mi proteggeva. &lt;br&gt;
Lavorare da lì, circondato da quel silenzio antico, ha spento il rumore del mondo esterno. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per la prima volta dopo tanto tempo, ho ritrovato la serenità di fare e progettare per il puro gusto di farlo. Senza chiedermi il perché, senza il peso dell'ingiustizia, senza l'ombra dei privilegiati che mi calpestano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nella mia pancia c'è ancora la rabbia dei miei genitori, ma oggi, tra questi libri, ho ripreso in mano il mio codice. Ho smesso di cercare una logica nel tradimento del sistema e ho ricominciato a costruire, semplicemente perché questo è ciò che sono. &lt;br&gt;
Oltre le macerie, oltre l'abbandono, la mia mente è ancora la mia casa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vorrei poter piangere tutte le lacrime dovute al rivederci così dove non ci aspettavamo di essere nonostante tutto eppure so che l'unica soluzione è la resa, l'accettazione, il far finta idi niente per evitare di continuare a infliggersi dolore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E mi chiedo se una famiglia davvero evoluta sia quella che sprona i figli a fare soldi e realizzarsi economicamente o quella che vuole che essi siano studiosi e alfieri del progresso umano mettendo in secondo piano l'avere.&lt;/p&gt;

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      <category>career</category>
      <category>discuss</category>
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    </item>
    <item>
      <title>Acquistare tutto...</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:10:43 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/acquistare-tutto-49f5</link>
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      <description>&lt;p&gt;Siamo arrivati a un punto in cui le persone si sono ammalate di un egoismo viscerale. &lt;br&gt;
Non lo definisco "viscerale" per renderlo altisonante, ma perché è profondamente radicato nell'animo umano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi, l'unica cosa che conta è avere. &lt;br&gt;
La lotta per il denaro e i beni materiali si è estesa a ogni ambito: si fa la guerra tra coniugi, amanti, e fratelli.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non importa quanto si guadagni - che il reddito sia basso o alto - non è mai sufficiente per vivere con la tranquillità di arrivare a fine mese.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto è diventato acquistabile, tutto è finanziabile. &lt;br&gt;
I concetti di riciclo e risparmio non vengono più presi in considerazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ricordo quando ero bambino: &lt;br&gt;
uscire a mangiare fuori accadeva forse due o tre volte l'anno e l'aperitivo era un momento casalingo o una cosa frugale al bar, e non certo quotidiana. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I vestiti si compravano un paio di volte l'anno e duravano per anni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si faceva colazione e si prendeva il caffè a casa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I mobili duravano un ventennio e non esisteva la frenesia del "capitolato all'ultima moda" per la casa dove si doveva semplicemente vivere e crescere i figli. &lt;br&gt;
Ci si spostava per andare a lavorare, senza la pretesa di vivere per forza nella grande città, pagando a malapena un affitto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi, invece, vedo un tale egoismo che le coppie litigano costantemente per mancanza di denaro. &lt;br&gt;
Basta che uno dei due sia infettato dalla follia della spesa e cercherà immediatamente di sopraffare l'altro, pur di assicurarsi di avere di più per sé e mantenere la possibilità di comprare e buttare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dove siamo finiti?&lt;/p&gt;

</description>
    </item>
    <item>
      <title>(•‿•) this post is not written with AI</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/-this-post-is-not-written-with-ai-j3i</link>
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      <description>&lt;p&gt;I made a small banner, a silly little thing, to put at the top or bottom of your posts.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Just to have the presence and the ability to say:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;"I don't write in a fancy way as if I had 50 editors polishing my drafts, but at least what I write is written by me and not generated by an LLM."&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Simple, minimal, naïve, and that's perfectly fine:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(•‿•)∿ this post is not written with AI&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;If you want, you can use it.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Copyleft 🄯 2025 Michele Carino – This banner is released under CC0 1.0 Universal.&lt;br&gt;
No rights reserved: use it, modify it, improve it, share it.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://lnkd.in/dRy_RfCu" rel="noopener noreferrer"&gt;https://lnkd.in/dRy_RfCu&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;At the link you can find the PNG version, for platforms that don’t support font size reduction.&lt;/p&gt;

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      <category>withoutai</category>
      <category>notai</category>
      <category>ainot</category>
      <category>nonai</category>
    </item>
    <item>
      <title>(•‿•) questo post non è scritto con l'AI</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 19:52:25 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/-questo-post-non-e-scritto-con-lai-2boh</link>
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      <description>&lt;p&gt;Ho fatto un piccolo banner, una cosa stupida, da mettere in cima o in fondo ai propri post.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Giusto per avere la presenza e la capacità di vantare:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;"non scrivo in maniera forbita manco avessi 50 redattori a correggere le mie bozze, ma almeno quello che scrivo é scritto da me e non generato da un LLM"&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Semplice, minimale, naïf e va bene così:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(•‿•)∿ questo post non è scritto con l'AI&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se volete potete usarlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Copyleft 🄯 2025 Michele Carino – This banner is released under CC0 1.0 Universal.&lt;br&gt;
Nessun diritto riservato: usalo, modificalo, miglioralo, diffondilo.&lt;/p&gt;

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      <category>ai</category>
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      <category>writing</category>
    </item>
    <item>
      <title>A volte devi prendere meno sul serio quello che ti terrorizza e affrontare seriamente quello che ti diverte...</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 19:05:55 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/a-volte-devi-prendere-meno-sul-serio-quello-che-ti-terrorizza-e-affrontare-seriamente-quello-che-ti-546o</link>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2F9ubpaiy67iuwgsai6z78.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2F9ubpaiy67iuwgsai6z78.png" alt=" " width="203" height="12"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Mi piacevano i videogiochi
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Mi sono avvicinato al mondo della programmazione perché mi piacevano i videogiochi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Da bambino, 2-3 anni, mio padre mi metteva seduto sopra la moquette e accendeva il commodore 64. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2F9q157zrw9y8tbh2r7m95.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2F9q157zrw9y8tbh2r7m95.png" alt=" " width="800" height="1175"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo che lui aveva digitato qualche, rimanevo incantato quardando i pixel accendersi e prendere forma nelle ristrette sfumature di uno schermo a fosfori verdi prima e un televisore in bianco e nero poi (meno iconico ma era possibile farlo con l'ingresso RF dell'antenna). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Insomma c'è chi ha la casina delle api, chi il cavallo a dondolo e chi il vago ricordo di tecnologia a 8-bit ormai inimmaginabile per le nuove generazioni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Crescendo mi ritrovo negli anni 90.&lt;br&gt;
Internet sembrava una finestra rivoluzionaria sul mondo, molto più vibrante della deriva contenutistica cui siamo abituati fatta di contenuto preimpostati che ti cercano e di scrolling infinito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le cose all'epoca dovevi &lt;strong&gt;cercarle&lt;/strong&gt; e spesso nel farlo ti imbattevi in persone  simili a te, con i tuoi stessi interessi, senza doverti affidare ad un &lt;em&gt;algoritmo di matching&lt;/em&gt; che lucrasse per &lt;strong&gt;trovare persone sbagliate al posto tuo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Cresciamo facendo quello che riusciamo a fare ovvero imprinting ludico vs routine lavorativa
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ahimé però non tutto ciò che è bello e appagante resta tale per sempre.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel giro di qualche anno internet era diventato mainstream, e saperlo usare, saperci lavorare, saper &lt;em&gt;creare del web&lt;/em&gt; da passione mi si ripropone come la più semplice e naturale fonte di sostentamento (ero molto negato come cameriere di sala).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dunque per &lt;strong&gt;vent'anni&lt;/strong&gt; della mia vita mi specializzo nella realizzazione di software web.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cambiano i progetti, le città, le aziende, ma alla fine parliamo sempre di C.R.U.D., interfacce di visualizzazione e modifica dati, qualche volta la possibilità di dedicarsi a qualcosa di più complesso ...come calcoli fiscali o euristiche per un motore di ricerca...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Diciamoci la verità niente di così appagante e appassionante come scrivere software real time, dove il tempo e il movimento la fanno da padrone ...videogames insomma.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Andiamo in crisi per  ritrovare il coraggio di tornare a fare quello che ci emoziona (armati di esperienza)
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ma io di videogames ci capisco poco e niente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non ho mai provato seriamente a farli...&lt;br&gt;
Da ragazzo forse ci ho provato, ma la conoscenza non era accessibile e codificata come oggi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trovavi i manuali di openGL o directX, blog di qualche smanettone che ti spiegava un algoritmo di A* per il pathfinding.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E io non sono mai stato il tipo da accontentarmi di limitarmi a moddare uno sparatutto (anche se adesso ammetto che sarebbe un ottimo punto di partenza).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi però non è più così, le informazioni sono accessibili e io ho maturato qualcosa che prima non avevo: la consistenza nel fare software: &lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;progettare, manutenere, iterare&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;E' vero il paradigma è diverso, i tool sono diversi, altri linguaggi, ma un software scritto bene è un software manutenibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Forse 20 anni fa se avessi insitito avrei fatto anche qualcosa di buono, mettendo in piedi un mostro incapace da gestire sul lungo termine che sarebbe crollato come un Golem dai piedi d'argilla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Davvero se penso ai primi applicativi web che ho scritto e a &lt;strong&gt;come&lt;/strong&gt; li ho scritti mi viene la pelle d'oca, figuriamoci se avessi messo su delle cose estremamente più complesse come dei videogiochi...&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Fare quello che ci emoziona, ci aiuta a ridmensionare quello che ci schiaccia nella routine giornaliera
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ma oggi sono qua, trovare anche poco tempo da dedicare a qualcosa che mi prende davvero è estremamente terapeutico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Utile a me.&lt;br&gt;
Non per tenermi impegnato.&lt;br&gt;
Non per rifugiarmi e non accettare che si deve fare quello che serve per vivere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;... ma riappropriarmi del piacere autentico della creazione, di un linguaggio artistico che è fatto di logica e tastiera, ma non per questo meno carico di sentimento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E sapete che c'è? &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Che quando scrivi qualcosa di complesso, estremamente più compleso di quello che frulli sulla tastiera tutti gli altri giorni per vivere, &lt;strong&gt;quello che fai tutti i giorni diventa estremamente leggero e semplice&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E' un po' come rimettere quel bambino seduto sulla moquette e tornare a vederlo sorridere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Updates più succosi e tecnici nelle prossime settimane...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;P.S. cerco compagni di gioco, se qualcun'altro si ritrova in quello che ho scritto possiamo iniziare ad aprire una kanban board!&lt;/p&gt;

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      <category>growth</category>
      <category>developers</category>
      <category>joy</category>
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    <item>
      <title>Volevo smettere di fare lo sviluppatore software e iniziare a fare l'imbianchino...</title>
      <dc:creator>Michele Carino</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 17:19:46 +0000</pubDate>
      <link>https://forem.com/zio-mitch/volevo-smettere-di-fare-lo-sviluppatore-e-aprire-una-ditta-da-imbianchino-1ade</link>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fhbpxgtekhzk64fa0iqsx.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fhbpxgtekhzk64fa0iqsx.png" alt="(•‿•)∿ Questo post non è scritto con l'IA" width="203" height="12"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fino a qualche anno fa volevo &lt;strong&gt;cambiare lavoro&lt;/strong&gt;, dopo ben quasi &lt;strong&gt;20 anni (venti)&lt;/strong&gt; di sviluppo software.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Venti anni non qualsiasi, ma in cui ho vissuto l'&lt;strong&gt;intero&lt;/strong&gt; fottuto &lt;strong&gt;spettro&lt;/strong&gt; della professione: programmazione, architettura, anni di management intervallati da sviluppo operativo, cambi di progetti, città, mansioni e aziende.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ero arrivato al punto di dirmi:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;basta, voglio svolgere un &lt;em&gt;lavoro manuale&lt;/em&gt;, non posso più caricarmi addosso la pressione delle scadenze, le responsabilità del software fatto di fretta, delle aspettative irrealistiche, della visibilità corta sui progetti...&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;Un giorno volevo fare l'imbianchino, l'altro investire nell'immobiliare, poi lavorare la terra.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E per un periodo ho provato, &lt;strong&gt;ho provato davvero&lt;/strong&gt;, ma qualcosa non mi convinceva del tutto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E' stato difficile:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;non era il mio &lt;em&gt;linguaggio&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;non era il tipo di fatica che mi &lt;em&gt;entusiasmava ed energizzava&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;non era la mia &lt;em&gt;manualità&lt;/em&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;...non era insomma dove potevo &lt;strong&gt;realmente spendere&lt;/strong&gt; una forte competenza affinata negli anni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma si sa, alle volte nella vita un amore per comprenderlo visceralmente bisogna perderlo, &lt;em&gt;almeno temporaneamente...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A quel punto ho realizzato, scusate il gioco di parole, che per realizzarmi non potevo che seguire la strada che avevo sempre voluto e che la mia passione mi ha ininterrottamente indirizzato a seguire e ciò di cui parliamo oggi: &lt;strong&gt;fare software&lt;/strong&gt;, cazzo!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel riprendere ovviamente la mentalità del progettista riemerge, chiedendosi:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Perché questa volta &lt;em&gt;dovrebbe&lt;/em&gt; essere &lt;strong&gt;diverso&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cosa ti assicura di non arrivare nuovamente al punto dove hai dovuto fermarti la prima volta?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;Così ho iniziato ad analizzare il &lt;em&gt;perché&lt;/em&gt; fosse accaduto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho dato voce all'&lt;em&gt;insofferenza&lt;/em&gt; che per anni ho cercato di tenere a bada per riuscire ad andare avanti, ma che adesso reclamava prepotentemente &lt;em&gt;diritto di espressione&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;Questa&lt;/em&gt; volta  ho visto con lucidità la mera realtà dei fatti del &lt;strong&gt;nostro ecosistema professionale&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  1. Risultati finanziari immediati
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ormai questi contano più della crescita stabile e della sostenibilità a lungo termine.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non è quasi più possibile vedere realtà radicate su un prodotto o servizio insostituibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prima si vende poi si pensa alla qualità del servizio o addirittura che questo possa esistere o essere davvero utile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Davvero non era questo ciò che sognavo sui banchi dell’università, o quando da adolescente, invece di uscire a giocare con gli amici, mi consumavo sul manuale di Visual Basic (per fortuna poi ho cambiato linguaggi… e ho anche sviluppato una socialità più sana).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non ho mai sognato di progettare software fatto di fretta, con tecnologie vetuste e debito tecnico crescente e mai colmato. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'importante oggi, per avere interesse da parte della finanza, sembra dimostrare la &lt;em&gt;possibilità&lt;/em&gt; di un risultato quanto più che capire &lt;em&gt;realmente come ottenerlo&lt;/em&gt;. (Non ovunque per fortuna).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il che porta al secondo punto:&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  2. Management shelf life
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ormai la "&lt;em&gt;shelf life&lt;/em&gt;"  di un manager tecnico o di prodotto, (scusatemi il termine preso brutalmente dal gergo dell'industria delle produzioni alimentari), è 3-4 anni, 5-6 &lt;strong&gt;se è&lt;/strong&gt; uno col pelo sullo stomaco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo porta al fatto che il riconoscimento del valore non è mai sul lungo termine.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non è mai su un &lt;strong&gt;impatto concreto&lt;/strong&gt; misurabile negli anni sulla qualità della vita aziendale e la sostenibilità dei prodotti (un pò come per la politica).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto il resto viene di seguito, poiché senza una direzione stabile anche gli sforzi di chi opera sul software non possono essere correttamente o stabilimente riconosciuti, portando al &lt;em&gt;disinvestimento&lt;/em&gt; da parte di tutto l'asset umano che lavora su prodotti e servizi: dagli architetti, agli sviluppatori ai tester.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Resta che oggi, ambire a “crescere” passando al management, spesso significa sacrificare completamente l’equilibrio vita-lavoro, più che avanzare davvero nella professione. (E purtroppo ne so qualcosa…).&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  3. La community non esiste (non ci appaga)
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Esistono tante iniziative, ma spesso e volentieri finanziate da &lt;em&gt;quelle&lt;/em&gt; realtà con &lt;strong&gt;scarsa&lt;/strong&gt; cultura ingegneristica che corrono ai ripari proprio per cercare di trattenere o attirare talenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E quando non è così spesso talk e conferenze sono di carattere &lt;strong&gt;autopromozionale&lt;/strong&gt;: persone che in realtà non hanno prodotto qualcosa di significativo o rilevante, ma vogliono per forza parlarcene per avere un po' visibilità, oppure speaker (sponsorizzati) che presentano prodotti e ne introducono blandamente l'uso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Manca sempre e solo una cosa: la passione e la volontà di identificarsi in una comunità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dire che a questi soggetti manchi la passione &lt;em&gt;forse&lt;/em&gt; è esagerato, diciamo che sembra restare parecchio &lt;em&gt;marginale&lt;/em&gt; rispetto a come e a quello che ci offrono. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Senza una comunità professionale quello che avviene gradualmente è &lt;strong&gt;isolamento&lt;/strong&gt; e ancor di più mancato &lt;strong&gt;senso di appartenenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fattori che in loro assenza, ti viene su la voglia di dedicarti ad altro per vedere spunta fuori un &lt;strong&gt;contesto umano che nutre&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E devo dire che in questo siamo carenti, perché agricoltori e professionisti edili nessuno gli toglie l'after hour al bar la sera.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;_&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Se frullare le mani sulla tastiera ti fa sentire vivo, continua a farlo e basta...
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;_&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi ero convinto di voler &lt;em&gt;fuggire dal software&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;
La verità? &lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Non volevo scappare dal software... volevo scappare da come il software viene costruito oggi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma dunque perché riprendere e continuare per questa strada?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Perché quelle che sono uscite fuori non sono &lt;strong&gt;tare strutturali&lt;/strong&gt; della professione, ma &lt;strong&gt;carenze&lt;/strong&gt;... e le carenze fortunatamente si possono colmare (anche se difficilmente ti pagano per farlo).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Niente davvero &lt;em&gt;ci obbliga&lt;/em&gt; a lavorare senza cura, passione, eccitazione o senza cercare di costruire una community più vera.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Certo sarebbe un risultato che nel mondo professionale di oggi resterebbe non visto, ma un risultato che aiuterebbe molti di noi a donare un senso più profondo alla propria professione (e in parte alla vita).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Io personalmente, negli anni 90, sono cresciuto con una visione romantica della mia professione, in cui la passione per quello che si fa è il 99.999% della motivazione.&lt;/p&gt;

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